SCUOLA MATERNA STATALE
CIRCOLO DIDATTICO DI BERNALDA – ANNO SCOLASTICO 2002/03

PROGETTO: GIOCO-ANIMAZIONE
Laboratorio dei linguaggi espressivi.

Docente referente: EMANUELA MATERA

Volete che una persona vi confidi tutto di sé?
Ebbene,datele una maschera.

Volete che le persone comunichino fra di loro? Si aprano?Siano sincere?
Date loro la possibilità di interagire attraverso l’espressione artistica,
sia essa verbale, mimica, musicale, teatrale o pittorica.
Oscar Wilde (1854-1900) scrittore irlandese

 

MOTIVAZIONE
Uno dei privilegi dell’essere umano è la sua capacità di essere creativo,che emerge nella prima infanzia e si mantiene poi in un modo o nell’altro per tutta la vita. Le persone con disabilità non fanno eccezione, né gli operatori o i professionisti che lavorano con loro. La nostra capacità creativa può essere molto sviluppata o, al contrario, può essere un potenziale ancora ampiamente inesplorato. Lespressione artistica e drammatica può aiutarci a scoprire e a gustare la forza della nostra creatività e della nostra giocosità nel contesto di un gruppo. Il motivo più importante per lavorare in un laboratorio creativo è forse il divertimento, ma grandi possono essere i benefici (indicatori generali), che variano a seconda dei partecipanti, del contesto e degli obiettivi del gruppo. Essi riguardano sia la singola persona che il gruppo nel suo insieme. Di seguito ne elenchiamo alcuni:

Offrire ai bambini le condizioni ottimali per creare, per trovare soluzioni nuove, significa rivelarli a se stessi.
E’ una grande conquista cognitiva.


STRUTTURAZIONE DI UNA SESSIONE DI LAVORO all’interno del laboratorio.

STRUTTURA E LIBERTA’

I due concetti di struttura e libertà sono al cuore del processo espressivo e drammatico. La struttura riguarda la forma di ciascuna attività, sia essa un singolo esercizio all’interno della sessione o la sessione nel suo complesso.
La libertà, in questo senso,è lo spirito del lavoro:libertà di esprimere, di rispondere alla struttura, di giocare e di creare.
All’interno della sessione espressivo - drammatica, la struttura fornirà la sicurezza e le linee di azione di fondo, senza le quali c’è il rischio che la libertà degeneri in caos completo. La struttura darà inoltre un elemento conosciuto, all’interno del quale e in risposta al quale il gruppo sarà invitato a provare qualcosa di nuovo sul momento, attingendo liberamente alla sua spontaneità. Ogni nuovo contributo creativo ha in sé la potenzialità di ispirare un’ulteriore risposta creativa da parte del gruppo. Organizzeremo un modello di sessione in cinque fasi, che fornirà l’ossatura di ogni sessione, da sviluppare di volta in volta in modo diverso,attraverso una varietà di attività differenti.

1.  arrivo in laboratorio e saluti;

2.  riscaldamento e acquisizione di familiarità con l’ambiente di lavoro;

3.  sviluppo: è l’oggetto principale della sessione;

4.  distanziamento e uscita dalle parti;

5.  saluti.

  IL LABORATORIO LUOGO DI APPRENDIMENTO
La didattica per progetti porta a considerare il bambino protagonista del percorso di scoperta e di conoscenza e fa scaturire un modo diverso di pensare il bambino, secondo C. Rinaldi egli è “un bambino animato dall’enorme potenziale energetico dei sui miliardi di neuroni,dalla forza di chi vuole crescere,dalla ricchezza della curiosità che lo porta a ricercare i perché di ogni cosa. Un bambino che sa aspettare e che si aspetta molto, che vuole mostrare che sa e che sa fare.Un bambino potente fin dalla nascita perché dotato di nuclei di disponibilità e capacità di autocostruzione. Competente alla relazione ed all’interazione, alla costruzione, a costruirsi mentre costruisce il mondo e a sua volta dal mondo è costruito, alle costruzioni di teorie interpretative sul reale  e di ipotesi e metafore come possibilità conoscitive. Un bambino portatore di valori e costruttore di solidarietà , disponibile al nuovo e al diverso. Portatore e costruttore di futuri, non solo per il suo contenere in sé il futuro ma piuttosto per il suo costante interpretare il reale, significandolo continuamente. Un bambino portatore e costruttore di diritti, che chiede con forza di essere rispettato e valorizzato nella propria identità,unicità e differenza.”

La competenza si esplica quindi nelle conoscenze, nelle abilità, nell’affettività , nella motivazione, non è quindi un traguardo  ma un percorso in continua evoluzione; per poter favorire questa acquisizione di competenze, è indispensabile rispettare il bambino, accogliendolo in un contesto che favorisca la sicurezza, ascoltandolo nel suo essere protagonista e incoraggiandolo nel suo esplorare e affrontare le situazioni.

“ La metafora del cantiere o del laboratorio aiuta a cogliere l’idea di ambiente educativo di apprendimento che la scuola è chiamata a diventare, un ambiente che si allestisce, si predispone con cura, si modifica con flessibilità.”

 

Ci sono due elementi distintivi , in una scuola  “laboratorio”

Una scuola intesa come luogo dell’apprendistato cognitivo comporta una organizzazione delle attività di sezione e di intersezione che può essere espressa attraverso molteplici metafore:

-
la bottega dell’artigiano richiama l’aspetto dei diversi livelli di competenze presenti nel gruppo, che nell’interazione si modificano sempre sotto la guida dell’insegnante;

-
come nella bottega dell’artigiano, il maestro è un modello non perché perfetto, ma perché impegnato ad inseguire un perfezionamento sempre possibile e mai definito.

Il laboratorio come nuova tendenza pedagogica si muove per:

- favorire l’apprendimento per ricerca e l’acquisizione dei saperi per “costruzione”;
-
offrire al bambino esperienze dotate di una loro “validità ecologica” che gli consentono   di conoscere e sperimentare la realtà;
-
formare un bambino “competente”, dotato cioè di quel bagaglio necessario ad      affrontare e padroneggiare gli strumenti e le tecnologie che è necessario utilizzare all’interno della propria cultura;
-
offrire la possibilità contro concezioni che privilegiano un unico modello di acquisizione di manifestare una molteplicità di modi di essere intelligenti.

FUNZIONI E CONTESTI DEL LABORATORIO
Le dimensioni funzionalmente costitutive del laboratorio sono:

ESPLORARE: il laboratorio è luogo nel quale si propongono percorsi esplorativi,di ricerca,non predefiniti ma tracciati di volta in volta;
INTEGRARE: il laboratorio unisce i saperi disciplinari a quelli di ricerca e di verifica;
INTERAGIRE: il laboratorio sviluppa modalità di relazioni fondate sulla qualità dello stare vicini ; ALFABETIZZARE: il laboratorio favorisce l’alfabetizzazione secondaria di utilizzo e di applicazione in direzione creativa;
VALORIZZARE:
il laboratorio offre la possibilità di successo e di valorizzazione rivolti a garantire la produttività individuale;
ANIMARE:il laboratorio apre alla non schematizzazione, all’inventiva, sviluppando l’originalità individuale.

Il laboratorio poi si qualifica per alcuni contesti che lo collocano nell’organizzazione didattica:
INTENSIFICAZIONE:
il laboratorio è uno spazio/tempo arricchito,potenziato nel quale c’è un’alta concentrazione di attenzione,arricchimento e focalizzazione;
ALTERNANZA:
è fondamentale introdurre forme e momenti non laboratoriali per evitare un’eccessiva specializzazione;
EVIDENZAZIONE:
nel laboratorio le evidenze cognitive e procedurali sono potenziate al massimo;
DECONTESTUALIZZAZIONE:
il laboratorio,proprio perché esperienza settoriale è uno spazio/tempo nel quale è bene entrare ma dal quale è necessario anche uscire.

CONTENUTI
La strutturazione dello schema corporeo è il pilastro dell’educazione del corpo " inteso come una delle espressioni della personalità e come condizione funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa e pratica da sviluppare in ordine a tutti i piani di attenzione
formativa ". Le tappe evolutive procedono dalla dominanza del corpo vissuto alla prevalenza  della discriminazione percettiva del proprio corpo e alla rappresentazione del corpo in movimento. Lo schema corporeo è il risultato delle esperienze motorie nella realtà e corrisponde all’immagine che ogni bambino ha del proprio corpo e che coinvolge  nelle sue azioni e in tutte le sue operazioni.

CORPO VISSUTOCORPO PERCEPITOCORPO RAPPRESENTATO

Traguardi di scoperta
Conoscere e padroneggiare il proprio corpo

Indicatori generali
Il progetto ha lo scopo di:

Indicatori specifici

METODOLOGIA
Il progetto  prevede un percorso, organizzato in sessioni psicomotorie e approfondimenti e sviluppi nel laboratorio, con la seguente strategia pratica: offrire proposte mediate dall’azione senso-motoria simbolica e rappresentativa con l’aiuto di materiali ed oggetti, per:

STRUTTURA ORGANIZZATIVA SESSIONE PSICOMOTORIA

RISULTATI ATTESI

L’incontro con la fiaba permette ai bambini di vivere esperienze molto importanti sul piano cognitivo,sul  piano affettivo e sul piano del linguaggio. La fiaba, infatti, è un genere narrativo che permette ai bambini di esprimere la propria vita interiore, le proprie emozioni , i sentimenti , la fantasia, di utilizzare la lingua nella sua funzione immaginativa per creare un mondo proprio, attraverso il gioco della finzione e dell’invenzione fantastica.

Ogni bambino è portatore di una grande ricchezza, di un universo fantastico e immaginativo senza limiti, che rivela in una situazione motivante,sollecitato dall’ascolto delle fiabe. Per questo è bene coinvolgerlo attivamente in molte esperienze con le fiabe, che gli permettono di sviluppare competenze a più livelli.

Un insieme di competenze da costruire in relazione alle esperienze grafico- pittoriche e plastiche, drammatico – teatrali, sonore e musicali, massmediali. Competenze che i bambini possono sviluppare mediante l’operatività che permette loro di esprimersi con naturalezza e di rappresentarsi la realtà in termini di cultura attraverso i processi di rappresentazione, astrazione, simbolizzazione.Sarà opportuno adattate la lettura alle esigenze dei bambini, rispettandone i tempi, i ritmi di attenzione, le capacità e le curiosità, per risvegliare il loro piacere di ascoltare  e di fantasticare: leggeremo adagio, drammatizzando le situazioni e facendo le dovute interruzioni per le loro domande e la formulazione di previsioni o ipotesi.

TRAGUARDI DI SVILUPPO
Personaggi e luoghi di un testo

Significati, tempi e sequenze di un testo

Le fiabe e le paure

Il progetto prevede inoltre un percorso di attività pittoriche organizzate in incontri di conoscenza e scoperta dei colori e
 in movimenti di sperimentazione cromatica, per avvicinare in modo gioioso , i bambini all’uso dei colori ,assicurando:

Indicatori generali
Il progetto ha lo scopo di:

DESTINATARI DEL PROGETTO
Tutti i bambini della Scuola Materna Statale del Circolo di Bernalda

ARCO TEMPORALE NEL QUALE IL PROGETTO SI ATTUA : Ottobre – giugno

Ottobre – dicembre :
attività laboratoriali per manipolare, colorare, creare . Minirobica  e psicomotricità per muoversi e conoscersi.
Gennaio –
giugno: CENERENTOLA: con una fiaba si può…dipingere,creare, ballare , cantare, drammatizzare, recitare in lingua italiana e  inglese .

RISORSE UMANE

RISORSE LOGISTICHE ED ORGANIZZATIVE

COORDINAMENTO
La docente referente si attiverà inoltre per un coordinamento delle attività sistematico e puntuale, figura di riferimento presente e disponibile che con impegno costante e strategico dovrà: