SCUOLA
MATERNA STATALE
CIRCOLO DIDATTICO DI BERNALDA – ANNO SCOLASTICO
2002/03
PROGETTO:
GIOCO-ANIMAZIONE
Laboratorio dei linguaggi espressivi.

Volete che una persona vi confidi tutto di sé?
Ebbene,datele una maschera.
Volete che le persone
comunichino fra di loro? Si aprano?Siano sincere?
Date loro la possibilità di
interagire attraverso l’espressione artistica,
sia essa verbale, mimica,
musicale, teatrale o pittorica.
Oscar Wilde (1854-1900) scrittore irlandese
aiuta il gruppo ad acquisire coesione;
aumenta la tolleranza, il rispetto e la comprensione
tra i componenti del gruppo;
migliora l’autostima individuale e la capacità di
comunicare;
aumenta la consapevolezza e la capacità di valutare
i limiti fisici,sociali ed emozionali;
sviluppa le abilità sociali;
sviluppa le abilità fisiche e motorie;
sviluppa le abilità verbali;
sviluppa l’assertività e le abilità di autotutela e
di vita;
sviluppa la
spontaneità;
migliora la capacità di compiere scelte;
aiuta a conoscere persone,luoghi,tempi diversi dai
soliti;
sviluppa l’immaginazione e la capacità di
giocare.
Offrire ai bambini le
condizioni ottimali per creare, per trovare soluzioni nuove, significa
rivelarli a se stessi.
E’ una grande conquista cognitiva.
STRUTTURAZIONE DI UNA SESSIONE DI LAVORO all’interno del laboratorio.
STRUTTURA
E LIBERTA’
I
due concetti di struttura e libertà sono al cuore del processo espressivo e
drammatico. La struttura
riguarda la forma di ciascuna attività, sia essa un singolo esercizio
all’interno della sessione o la sessione nel suo complesso.
La libertà, in questo senso,è
lo spirito del lavoro:libertà di esprimere, di rispondere alla struttura, di
giocare e di creare.
All’interno della sessione
espressivo - drammatica, la struttura fornirà la sicurezza e le linee di azione
di fondo, senza le quali c’è il rischio che la libertà degeneri in caos
completo. La struttura darà inoltre un elemento conosciuto, all’interno del
quale e in risposta al quale il gruppo sarà invitato a provare qualcosa di
nuovo sul momento, attingendo liberamente alla sua spontaneità. Ogni nuovo
contributo creativo ha in sé la potenzialità di ispirare un’ulteriore
risposta creativa da parte del gruppo. Organizzeremo un modello di
sessione in cinque fasi, che fornirà l’ossatura di ogni sessione, da sviluppare
di volta in volta in modo diverso,attraverso una varietà di attività
differenti.
1. arrivo in laboratorio e saluti;
2.
riscaldamento e acquisizione di familiarità con
l’ambiente di lavoro;
3. sviluppo: è l’oggetto principale della sessione;
4. distanziamento e uscita dalle parti;
5. saluti.
IL LABORATORIO LUOGO
DI APPRENDIMENTO
La didattica per progetti
porta a considerare il bambino protagonista del percorso di scoperta e di
conoscenza e fa scaturire un modo diverso di pensare il bambino, secondo C.
Rinaldi egli è “un bambino animato dall’enorme potenziale energetico dei sui
miliardi di neuroni,dalla forza di chi vuole crescere,dalla ricchezza della
curiosità che lo porta a ricercare i perché di ogni cosa. Un bambino che sa
aspettare e che si aspetta molto, che vuole mostrare che sa e che sa fare.Un bambino potente fin dalla nascita
perché dotato di nuclei di disponibilità e capacità di autocostruzione.
Competente alla relazione ed all’interazione, alla costruzione, a costruirsi
mentre costruisce il mondo e a sua volta dal mondo è costruito, alle
costruzioni di teorie interpretative sul reale
e di ipotesi e metafore come possibilità conoscitive. Un bambino
portatore di valori e costruttore di solidarietà , disponibile al nuovo e al
diverso. Portatore e costruttore di futuri, non solo per il suo contenere in sé
il futuro ma piuttosto per il suo costante interpretare il reale,
significandolo continuamente. Un bambino portatore e costruttore di diritti,
che chiede con forza di essere rispettato e valorizzato nella propria identità,unicità e differenza.”
La competenza si esplica quindi nelle conoscenze, nelle abilità, nell’affettività , nella motivazione, non è quindi un traguardo ma un percorso in continua evoluzione; per poter favorire questa acquisizione di competenze, è indispensabile rispettare il bambino, accogliendolo in un contesto che favorisca la sicurezza, ascoltandolo nel suo essere protagonista e incoraggiandolo nel suo esplorare e affrontare le situazioni.
“ La metafora del cantiere o
del laboratorio aiuta a cogliere l’idea di ambiente educativo di apprendimento
che la scuola è chiamata a diventare, un
ambiente che si allestisce, si predispone con cura, si modifica con
flessibilità.”
Ci sono due elementi distintivi , in una scuola “laboratorio”
c’è un costante incoraggiamento alla personale ricerca e allo sviluppo dell’autonomia;
il bambino è attivo… perché è cognitivamente impegnato a misurarsi con problemi che lo sfidano e lo incuriosiscono.
Una scuola intesa come luogo
dell’apprendistato cognitivo comporta una organizzazione delle attività di
sezione e di intersezione che può essere espressa attraverso molteplici
metafore:
- la bottega
dell’artigiano richiama l’aspetto dei diversi livelli di competenze presenti
nel gruppo, che nell’interazione si modificano sempre sotto la guida
dell’insegnante;
- come nella bottega
dell’artigiano, il maestro è un modello non perché perfetto, ma perché impegnato
ad inseguire un perfezionamento sempre possibile e mai definito.
Il laboratorio come nuova
tendenza pedagogica si muove per:
-
favorire l’apprendimento
per ricerca e l’acquisizione dei saperi per “costruzione”;
- offrire al bambino
esperienze dotate di una loro “validità ecologica” che gli consentono
di
conoscere e sperimentare la realtà;
- formare un bambino
“competente”, dotato cioè di quel bagaglio necessario ad
affrontare e
padroneggiare gli strumenti e le tecnologie che è necessario utilizzare all’interno
della propria cultura;
-
FUNZIONI E CONTESTI DEL LABORATORIO
Le dimensioni funzionalmente costitutive del
laboratorio sono:
ESPLORARE:
INTEGRARE:
INTERAGIRE:
VALORIZZARE:
ANIMARE:
Il laboratorio poi si qualifica per alcuni contesti che
lo collocano nell’organizzazione didattica:
INTENSIFICAZIONE:
ALTERNANZA:
EVIDENZAZIONE:
DECONTESTUALIZZAZIONE:
CONTENUTI
La strutturazione dello schema corporeo è il pilastro
dell’educazione del corpo " inteso come una delle espressioni della
personalità e come condizione funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa
e pratica da sviluppare in ordine a tutti i piani di attenzione
formativa ". Le tappe evolutive procedono dalla dominanza del corpo vissuto alla prevalenza della discriminazione
percettiva del proprio corpo e alla rappresentazione del corpo in movimento.
Lo schema corporeo è il risultato delle esperienze motorie nella realtà e
corrisponde all’immagine che ogni bambino ha del proprio corpo e che
coinvolge nelle sue azioni e in tutte
le sue operazioni.
CORPO VISSUTO – CORPO PERCEPITO – CORPO RAPPRESENTATO
Traguardi di scoperta
Conoscere e padroneggiare il proprio corpo
Indicatori generali
Il progetto ha lo scopo di:
Favorire
relazioni positive nel gruppo per il miglioramento del livello di autostima e
per il sostegno emotivo-affettivo
Comprendere
la necessità di darsi e di riferirsi a modalità di relazioni positive, che
prevedano il contenimento dell’aggressività
Scoprire il
piacere corporeo
Mettere in
atto strategie motorie in relazione con l’ambiente e con gli oggetti
Sviluppare le
competenze degli alunni nel superare situazioni di disagio-malessere
Indicatori specifici
Avere
consapevolezza del proprio corpo
Conoscere e
rappresentare la globalità dello schema corporeo
Conoscere e
rappresentare le parti dello schema corporeo
Coordinare i
movimenti in rapporto a sé, allo spazio, agli altri, agli oggetti
Riprodurre
posture e movimenti
Conoscere
relazioni spazio-temporali
Eseguire
percorsi
Eseguire
danze diverse ( minirobica e coreografie )
METODOLOGIA
Il progetto prevede un
percorso, organizzato in sessioni psicomotorie e approfondimenti e sviluppi nel
laboratorio, con la seguente strategia pratica: offrire proposte mediate
dall’azione senso-motoria simbolica e rappresentativa con l’aiuto di materiali
ed oggetti, per:
Prendere
coscienza del sé corporeo
Rappresentare
lo schema corporeo
Percepire
,usare e simbolizzare suoni e rumori del corpo
Percepire e
sviluppare l’identità sessuale
Sviluppare le
capacità sensoriali e percettive
Acquisire gli
schemi dinamici posturali di base
Favorire una
buona coordinazione dinamica generale
Operare con i
parametri spazio-tempo
Investire con
il corpo lo spazio e gli oggetti
STRUTTURA ORGANIZZATIVA SESSIONE PSICOMOTORIA
Momento
introduttivo per presentare l’esperienza e dettarne le regole
Proposte di
attività: tanti giochi diversi per investire lo spazio con il corpo,i materiali
, gli oggetti
Rilassamento
: uso dei materassini , dei teli, della palla morbida
Verbalizzazione
: “che cosa ti è piaciuto” e “non ti è piaciuto”
Rappresentazione
grafico-pittorica e simbolizzazione: invitiamo i bambini a disegnare il vissuto
psicomotorio e a simbolizzare dove viene richiesto
RISULTATI ATTESI
Intervento di
appoggio e di aiuto in collaborazione con la scuola e la famiglia
Dare un senso
al disturbo e al disagio del bambino,dovuti a problematiche di relazione con
gli altri e con l’ambiente
Permettere
l’evoluzione degli impulsi e la liberazione fantasmatica nel bambino attraverso
manifestazioni fisiche ed emozionali, mediate da proposte con l’aiuto di
materiali e oggetti
Favorire il
miglioramento del livello di autostima del bambino per l’accrescimento della
motivazione ad apprendere
Sviluppo di
relazioni significative tra bambini e tra bambino e adulto
Aumento della
capacità di socializzazione
L’incontro con la fiaba permette
ai bambini di vivere esperienze molto importanti sul piano cognitivo,sul piano affettivo e sul piano del linguaggio.
La fiaba, infatti, è un genere narrativo che permette ai bambini di esprimere la propria vita interiore, le proprie emozioni
, i sentimenti ,
la fantasia,
di utilizzare la lingua nella sua funzione immaginativa per creare un mondo
proprio, attraverso il gioco della finzione e dell’invenzione fantastica.
Ogni bambino è portatore di una grande ricchezza, di un
universo fantastico e immaginativo senza limiti, che rivela in una situazione
motivante,sollecitato dall’ascolto delle fiabe. Per questo è bene coinvolgerlo
attivamente in molte esperienze con le fiabe, che gli permettono di sviluppare
competenze a più livelli.
Un
insieme di competenze da
costruire in relazione alle esperienze grafico-
pittoriche e plastiche, drammatico – teatrali, sonore e musicali, massmediali. Competenze che i bambini possono
sviluppare mediante l’operatività che permette loro di esprimersi con
naturalezza e di rappresentarsi la realtà in termini di cultura attraverso i
processi di rappresentazione, astrazione, simbolizzazione.
TRAGUARDI DI SVILUPPO
Personaggi e luoghi di un testo
Ascoltare e
comprendere una favola
Indicare i
personaggi
Identificare
i luoghi della favola
Assumere i
ruoli dei personaggi
Drammatizzare
i contenuti della favola
Significati, tempi e sequenze di un testo
Comprendere e
verbalizzare i contenuti di una fiaba
Riflettere
sui personaggi
Rappresentare
graficamente le sequenze di una fiaba
Stabilire
relazioni fra luoghi, tempi e personaggi
Le fiabe e le paure
Individuare i
passaggi di una fiaba
Parlare di
paure
Esprimere
alcune paure personali
Arricchire il
repertorio linguistico
Sviluppare la
fiducia nelle proprie capacità di comunicazione
Il progetto prevede inoltre un percorso di attività pittoriche
organizzate in incontri di conoscenza e scoperta dei colori e
in movimenti di sperimentazione
cromatica, per avvicinare in modo gioioso , i bambini all’uso dei colori
,assicurando:
Un
approccio a livello conoscitivo e di scoperta
Un
approccio a livello pittorico/manipolativo
Un
approccio a livello ludico
Indicatori generali
Il progetto ha lo scopo di:
Percepire,
denominare e conoscere i colori primari
Percepire e
denominare i colori secondari
Usare
spontaneamente il colore
Esperimentare
materiali, strumenti , tecniche e modalità pittoriche di vario tipo
Effettuare
scelte di colore e di tecniche idonee al soggetto da rappresentare
Esprimere
sentimenti ed emozioni attraverso il colore
Sviluppare la
creatività e lo spirito artistico
DESTINATARI DEL PROGETTO
Tutti i bambini della Scuola Materna
Statale del Circolo di Bernalda
ARCO TEMPORALE NEL QUALE IL PROGETTO SI ATTUA
Ottobre –
dicembre :attività
laboratoriali per manipolare, colorare, creare . Minirobica e psicomotricità per muoversi e conoscersi.
Gennaio – giugno: CENERENTOLA: con una fiaba si
può…dipingere,creare, ballare , cantare, drammatizzare, recitare in lingua
italiana e inglese .
RISORSE UMANE
Tutti i
docenti di sezione
Docenti di
sostegno
Docente
esperto di lingua inglese
Docente
esperta nelle nuove tecnologie
Personale
ATA
Tirocinante
docente ISEF – Marilena DERARIO
Docente
referente
RISORSE LOGISTICHE ED ORGANIZZATIVE
LABORATORIO
– salone- classe- giardino - palazzetto sportivo – pullmino
Acquisto
materiale per allestimento laboratori nei tre plessi
Acquisto
supporti per scenografia e contratto service-fonico per drammatizzazioni di
fine anno.
COORDINAMENTO
La docente referente si attiverà inoltre per un coordinamento
delle attività sistematico e puntuale, figura di riferimento presente e
disponibile che con impegno costante e strategico dovrà:
Offrire
servizio di supporto e di consulenza agli insegnanti
Dotare gli
insegnanti di materiali didattici differenti per sezioni
Documentare
le esperienze più significative di
carattere didattico e organizzativo
Predisporre
ed effettuare attività di monitoraggio rivolto agli insegnanti e agli alunni
Predisporre
ed effettuare momenti di verifica in itinere e finali
Formulare un
questionario di verifica gradimento delle attività svolte da somministrare alle
famiglie
Collaborare
con la docente esperta di lingua inglese
Collaborare
con la docente esperta nelle nuove tecnologie
Collaborare
con altre agenzie formative di settore del territorio
Collaborare
con tutti i Referenti di Progetto
Collaborare
con le Funzioni Obiettivo
Collaborare
con gli Enti Pubblici
Collaborare
con l’Ente Comunale
Costruzione
di una pluralità di collaborazioni (principio della partnership)
Creare
condizioni di visibilità sul territorio