I falò di San Giuseppe
(disegni dei bambini della sezione 3^A di Via Anacreonte)  


Alessandra


Francesca

La sera del 19 marzo, festa di S. Giuseppe, a Bernalda si fanno i falò.
Nei giorni precedenti si raccolgono le "
frasche" (rami sottili d'olivo) e si ammucchiano negli spiazzi, nei cortili, nei crocevia dei vari quartieri del paese...


Cristian

Francesca2

Alle ore 20.00 si accendono i falò e da quel momento si cerca di alimentare il fuoco e di tenerlo acceso per il maggior tempo possibile. Un comitato cittadino gira per i quartieri e premia alla fine della serata il falò più bello. Intorno al fuoco le donne offrono "tagghiarin' e cic'r" ( tagliolini con i ceci), piatto tipico del giorno di S. Giuseppe; " a pastural "(stracotto di carne di pecora) e buon vino locale. Anticamente, per onorare il santo, le persone più abbienti erano solite invitare a pranzo qualche povero a cui veniva offerta  "tagghiarin' e cic'r". La sera, in cerchio intorno ai falò, le donne recitavano il Rosario; poi, ognuna portava a casa un po' di brace benedetta.


Joseph

Vincenzo

La tradizione dei falò si rifà ad un'antica leggenda : la notte in cui nacque Gesù, San Giuseppe si mise in giro per cercare un pò fuoco per riscaldare la grotta. Un pastore gli diede un pò di brace accesa  ma S. Giuseppe non aveva niente per trasportarla . Pensò allora di mettere il fuoco nel mantello e...miracolo!! Il mantello  non si bruciò e così San Giuseppe  potè riscaldare.il Bambino Gesù.